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MAGGIO 2009

z settembre 2007 2 032MAGGIO 2009 : Quo vadis ?

01 Maggio Dormito a Montesilvano. 9° notte.

Festa del lavoro. E’ giusto riposarsi.

Domani vengono da Aprilia Renzo e Luigi, due dei cinque fratelli di Michela, assieme a Riccardo, figlio di Renzo. Vengono a darci una mano per un piccolo trasloco. Alle sette staranno a Collecorvino con un furgone. Arrivano i nostri.

A quasi un mese dal sisma Michela ed io tiriamo un po’ di somme : ad oggi nessuno, sottolineo nessuno, ci ha mai chiamato per sentire se avessimo bisogno di qualsiasi cosa:

nessuno del Comune e mai vista la Protezione Civile se non due giorni dopo la prima scossa quando abbiamo portato noi, a quella di Collecorvino, degli indumenti intimi nuovi per i terremotati che hanno perso tutto.

Non parliamo poi della Regione e della Provincia che non sappiamo nemmeno se siano parte interessata o informata sul fatto.

Diciamo questo non perché ne avessimo necessità, ringraziando il cielo, ma magari solo per sentire una voce che ti chiede semplicemente “ come va ? “ o “ vi serve qualcosa ?”. Questo per dire delle Istituzioni.

(Lasciamo perdere poi gran parte degli amici e dei parenti) !

Nel pomeriggio andiamo in bicicletta a fare due pedalate lungo il mare e la strada parco. Le gambe sono di legno. Voglia di evadere.

02 Maggio Dormito a Montesilvano. 10° notte.

Puntuali arrivano da Aprilia Renzo, Luigi e Riccardo per il trasloco. Guardano la casa e si lasciano scappare “ Bella botta !”.

Ci affrettiamo.

Smontiamo e carichiamo: la cucina a gas con una bombola ( di là non c’è il gas), due basi della cucina, il tavolo con le sedie, il frigorifero ( in attesa della corrente), la lavatrice ( in attesa della corrente e dell’acqua) il vecchio tinello anni “30, il letto matrimoniale, materasso, due pezzetti della camera, i comodini, l’armadio della camera di Marina, un divano a due letti per quando vengono le figlie, stoviglie, pentolame, posate, alcuni capi di abbigliamento, lenzuola. Portiamo anche dello scatolame, la pasta ed altri generi alimentari non deperibili. ( di là non c’è la corrente, capito ?).

Si va a via Garibaldi, si scarica, si rimonta.

Alle 15 si mangia qualche panino, delle olive, si beve un po’ di birra e vino. Ci si riposa un poco nel giardino sotto un bel sole quasi estivo. Si parla del più e del meno. Raccontiamo i fatti appena accaduti e le vicissitudini ancora non finite. Si scherza per diradare la tensione e la tristezza.

Alle sedici se ne vanno. Hanno fatto un bel lavoro, veloce e accurato, quasi fossero del mestiere. Ringraziamo, baci ed abbracci.

Rimaniamo soli . Michela è piegata in due dal dolore suo solito alla schiena. Stasera Voltaren miscelato a Muscoril, una bella iniezione e…buona notte.

Io non sto molto meglio con la mia spalla bloccata ed un forte dolore al solito ginocchio sinistro. A nanna e…libidine.

03 Maggio Dormito a Montesilvano tutti e due male per i dolori. 11° notte.

Abbiamo finito le iniezioni per Michela. Domani passerò dal medico per farmele segnare. Domani devo fare tante cose ma non ci voglio pensare ora.

Oggi è domenica e vedo sull’agenda che si festeggia S.Filippo e Giacomo. Sono i santi protettori di Collecorvino assieme a S Rocco ed alla Madonna dei Miracoli. Non ci ho mai creduto più di tanto ma tutti ‘sti santi e madonne potevano proteggere meglio ‘sto paesello ! Forse ce l’hanno con noi, che proprio credenti non siamo ma allora perché sono inagibili anche tutte e tre le chiese del paese ? Le vie del Signore sono infinite e misteriose.

Ho chiesto al 187 di Telecom il trasloco della nostra linea telefonica. Mi hanno dato l’appuntamento per il giorno 08 maggio alle ore 10.

Gli ho spiegato la mia situazione e l’operatore mi ha sottolineato che non dovrò pagare nulla.

Prima di sera ci arrivano altre due telefonate al cellulare con le quali ci ricordano l’appuntamento dell’8 maggio e con l’occasione ci cercano di vendere un cordless. Ora non esageriamo.

04 Maggio Dormito a Montesilvano.12° notte.

Alle 08.30 passo all’ambulatorio del mio medico curante per farmi segnare le iniezioni per Michela. Ci saranno almeno 20, 25 persone. La stanza è piena e ci sono persone anche fuori che aspettano.

Chiedo (mai fatto prima) se posso passare avanti solo per la ricetta aggravando un po’ la situazione con il fatto che mia moglie sta male, cosa che d’altra parte è vera. Silenzio.

Richiedo a voce più alta sottolineando che mi aspetto per risposta solo un si o un no.

Semplice. E’ un no !

Ringrazio ad alta voce e mi reco direttamente in farmacia ad acquistare i medicinali sperando che il farmacista sia comprensivo e non pretenda assolutamente la ricetta. Gliela porterò un altro giorno o se la farà fare dal mio medico curante. Mi consegna i medicinali e pago per intero.

Ore 09.00 Vado al Comune e rendo le chiavi originali al geom. Lorenzo. Gli chiedo, come sempre, se ci sono novità. Ci vorrà ancora un po’ di tempo. Ancora né luce, né gas, né acqua.

Gli chiedo anche se è possibile usare il secondo piano per asciugare la biancheria e riporre qualche scatola con gli oggetti che ho potuto portare via dalla casa lesionata. Mi da il gentilmente il consenso.

Inspiegabilmente l’accesso al piano superiore dell’appartamento assegnatomi era stato transennato lasciandoci a disposizione solo camera, cucina e bagno al primo piano. Strano in una casa dove esiste un solo ingresso !

Da buonista, ma non troppo, mi viene da pensare che forse è stato chiuso perché non vi stato effettuato nessun tipo di pulizia. Strano perché, oltre ad una approssimativa ramazzata, questa operazione non è stata fatta neppure al primo piano.

I vetri delle finestre, con il loro colore marrone sabbiato, impediscono la vista sia dall’interno che dall’esterno. I raggi del sole non filtrano.

Un vetro oscurato nella cucina.

Un vetro oscurato nella cucina.

Gli infissi di legno all’esterno sono ricoperti di feci di colombo. I pavimenti non hanno mai visto uno straccio bagnato. Sulle maioliche delle pareti del bagno ci si può scrivere con il dito. Il bianco dei servizi igienici è coperto da uno strato di polvere e calcinacci. Sugli stessi c’è ancora l’etichetta del produttore.

Un lavandino "pronto all'uso".

Un lavandino “pronto all’uso”.

Non c’è problema. Nel tempo libero ci si dedicherà al lavoro da impresa di pulizie. Si porta l’acqua dalla fontana e …via.

Rinnovo con Sms il sollecito all’ing. Galli per la perizia e la messa in sicurezza. Al cellulare non risponde. Sarà a qualche riunione.

Ore 12.00 Da casa dei nonnini, che gentilmente me lo hanno permesso, sollecito l’allaccio al numero verde ENEL . L’operatrice Nunzia mi risponde che Collecorvino non è sulla lista dei Comuni dove vige l’urgenza e poi non risulta nessuna richiesta in tal senso. Domani chiederò all’ufficio tecnico. Oggi basta.

05 Maggio Dormito a Montesilvano. 13° notte.

Oggi è il nostro anniversario di matrimonio. 36anni insieme. Di certo non c’è voglia di festeggiare. Un forte abbraccio, un bacio e tanta voglia di piangere.

Ci arrivano gli auguri delle figlie e di qualche parente che si è ricordato.

Telefono al geometra del comune e gli riferisco ciò che mi ha risposto l’ENEL. Mi ragguaglia e spiega che loro hanno chiesto l’allaccio a ENEL ENERGIA di cui sono clienti. Mi da il codice fiscale del comune per identificare meglio la pratica.

Ore 10,30 Chiamo ENEL ENERGIA (sempre da casa dei nonnini) e Sara, la prima operatrice, mi risponde che non risulta nessuna richiesta.

Richiamo: l’operatrice Maria Rosaria mi conferma invece che la richiesta esiste. Alleluia !

Chiarisco la mia situazione e l’urgenza. Prende tempo, attese varie, chiede e infine risponde : non sono loro che fanno gli interventi ma la vecchia ENEL, ora Enel Distribuzione, loro non hanno i tecnici. Dovranno passare ancora alcuni giorni. Mi assicura di mettere in evidenza la pratica. Grazie.

Tempo cronografato al telefono : 63 minuti !! La cornetta è bollente e l’orecchio sudato.

Una domanda mi sorge spontanea : a che serve la nuova legge sulla liberalizzazione e la concorrenza ? Una vecchia Società fonda due, tre altre società ma poi è sempre la stessa pappa ? Che cosa è cambiato ? Più amici ai moltiplicati consigli di amministrazione etc. ?!

Incominciamo a guardarci intorno e cercare altre strade. Qualcosa non funziona come dovrebbe. Tutti sembrano assenti.

La risposta di molti “siamo in Italia “ non ci basta. Dicono che ora abbiamo un Governo forte, che le leggi ci sono ( ma vanno interpretate !). In TV va tutto bene, su alcuni giornali un po’ meno.

Noi chiediamo ma non otteniamo risposte concrete. Siamo fuori dal cratere e fuori da casa nostra. Forse qui da noi non c’è stato il terremoto ma un “grande starnuto” della natura o una “potente scoreggia” non contemplata dalle Istituzioni. Siamo demoralizzati.

A cena, contrariamente a quanto pensato, rimaniamo a casa, nella “ non nostra casa “ di Montesilvano.

Qualcosa si cucina. Auguri amore.

06 Maggio Dormito a Montesilvano. 14° notte.

Ore 08.30 Chiamo l’ing. Galli . “Devo riparlare con il comando dei Vigili del Fuoco. L’intervento dovrebbero farlo loro. Il vostro Comune se ne lava le mani. Attendete ancora qualche giorno.” Buongiorno.

Chiamo i Vigili del fuoco. Gli interessati sono fuori per varie riunioni. Mi passano un ufficio e mi risponde una signora : “ studiamo la situazione e richiamiamo . Per la strada deve intervenire la Provincia.” Buongiorno.

Ci informiamo alla Provincia dove abbiamo una conoscenza. A giorni ci farà sapere.

07 Maggio Dormito a Montesilvano.15° notte.

Ore 08.40 Telefono subito, dal telefono fisso dei cari e pazienti nonnini, all’ENEL ENERGIA.

L’operatrice Irene mi riconferma che gli allacci devono farli quelli di ENEL DISTRIBUZIONE che sono stati già informati. La pratica è evidenziata. Meno male, altrimenti…

Devo sentire il Comune per sapere dove devo andare a dormire dal 10 maggio perché devo lasciare i locali al terremotato di L’Aquila, l’avvocato Mario Rossi.

Ore 09.10 Chiamo il Comune con il mio cellulare. ( Ho attivato 1000 minuti TIM verso tutti i fissi ). Al momento nessun interessato è reperibile.

Mi sottolineano che per questo devo chiamare la dottoressa Marsilii dell’amministrazione e che devo riprovare fra circa un’ora. Mi irrito, forse sbagliando. Michela se ne accorge e decide che chiamerà lei.

Ore 10.20 La dottoressa è occupata.

Ore 10.35 Michela riesce a parlare con la dottoressa. Espone la nostra situazione aggiungendo che per il 13 maggio tornerà Marzia, la nostra figlia più grande, che non vediamo da otto mesi. E’ stata in Perù per missioni con vari enti statali e privati e di volontariato sia come medico che come intervistatrice e un po’ turista. Lei è psicoterapeuta.

La Marsilii prende nota e dice che ci richiamerà a breve.

Ore 12.00 La dottoressa non richiama.

Pranziamo. Io sono nervoso.

Michela decide: finito il pranzo andiamo al Comune e le parliamo di persona. Oggi è giovedì e sono aperti anche il pomeriggio. Accetto.

Sorbiamoci altri 40 chilometri. Saremo pure dei “ rompi balle “, come ci hanno definito “qualcuno” dei nostri interlocutori, ma non riusciamo più a stare senza avere delle risposte. Siamo al limite.

Calma, ci vuole calma.

Ore 14.00 Siamo al Municipio. Chiediamo della dottoressa Marsilii. E’ occupata. Appena si libererà ci riceverà. Ci sono altre due persone che aspettano in corridoio. Aspettiamo.

Nell’attesa esco a fumarmi una sigaretta. Brutto vizio. Dalla piazza guardo la chiesa che dista in linea d’aria meno di 20 metri.

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La cuspide integra del campanile “posteggiata” a terra.

Hanno raddrizzato, cementato ed ingabbiato una delle due parti terminali delle torri, quella campanaria, mentre sono riusciti a staccare, senza grossi danni, la cuspide della torre dell’orologio e depositarla quasi intera a terra dove ora fa mostra di sé come originale monumento in ricordo del sisma. Bel lavoro.

Ore 14.30 La Marsilii ci riceve. Non era riuscita a parlare con il titolare del Ristorante per le camere e per questo non ci aveva richiamato. Ci riprova davanti a noi.

Parla, chiede, chiarisce che noi siamo lì davanti a lei, ringrazia, saluta.

Allora – rivolta a noi – ci sono riuscita. Avete una camera dal 10 maggio e l’altra dal 13 maggio alla Fattoria di contrada S.Maria, qui a Collecorvino. E’ l’unica che ha le stanze (due in tutto !). Non ci sono altri alberghi nel Comune. Domani – rivolta a mia moglie – le telefono e le confermo tutto”.

Prima di lasciare l’ufficio preghiamo anche lei di sollecitare i vari lavori ed allacci alla casa di via Garibaldi. Lo fa parlando al telefono con l’ufficio tecnico e con un dipendente ENEL che lavora in zona. “ Credo ci vorranno ancora tre o quattro giorni per tutto”. Bene.

La salutiamo, la ringraziamo doverosamente ed usciamo.

A mia moglie la dottoressa è piaciuta. Pallida, nervosa ma le sembra una persona che sa il fatto suo.

Vedremo….

08 Maggio Dormito a Montesilvano.16° notte.

Ore 10.00 Vado all’appuntamento al paese con il tecnico Telecom. E’ puntuale.

In mezzora attiva la linea facendo un buon lavoro. Solo qualche difficoltà data la vetustà delle mura sulle quali deve operare e la ricerca dei fili della linea che deve utilizzare.

L’unico lavoro richiesto da me è stato eseguito nei tempi giusti. Evviva me.

Ore 12.00 Mi telefona Michela. L’ha chiamata la dottoressa Marsilii.

Ci viene confermata la disponibilità delle camere alla Fattoria sia per noi due che per Marzia. E’ riuscita a “ strappare” la prima colazione ma non se ne parla degli altri pasti. Ci dovremo arrangiare.

Michela le ha chiesto il perché:

se foste stati a casa vostra i pasti ve li sareste preparati da soli.  è stata l’enigmatica risposta. (!!!)

In quale casa ? Quella dichiarata inagibile o quella senza acqua, luce e gas ?

Una degna risposta della serie : “se mio nonno avesse avuto le ruote sarebbe stato un calesse”!

Mia moglie la ringrazia ugualmente, anche se scossa, dicendole che comunque ci saremmo arrangiati. Io rimango zitto e di stucco.

Salutandoci la dottoressa, ai convenevoli, aggiunge una frase che suona ancor più infelice : buon fine settimana.

No comment.

Ore 15.00 Decisione. Chiamo la Prefettura e parlo con il sig. Sanfilippo al quale faccio presente tutta la nostra situazione.

Vedrà come intervenire presso il Sindaco. Gli faccio presente che non ci interessa nulla dei pasti ma desidereremmo solo un posto dove avere una quasi normale vita di tutti i giorni.

Ore 15.10 Ci richiama il sig. Sanfilippo. Fra un’ora parlerà con il vice prefetto e vedranno come fare in “ maniera governativa “ !?

Ore 17.10 Ci richiama la Prefettura. Hanno contattato il Sindaco di Collecorvino il quale ha assicurato che entro 24 ore dovrebbe essere tutto a posto.

Mi dice anche che lo stesso Sindaco mi invita a chiamarlo domani semmai ci fossero ancora problemi .

La Prefettura mi esorta a richiamarli per ragguagliarli e di riferire possibilmente alla dottoressa De Cesaris, vice-prefetto.

Ho forti dubbi ; domani è sabato!?!?

09 Maggio Dormito a Montesilvano. 17° notte.

Ore 10.45 Cerco di contattare il Sindaco presso il Comune. Mi rispondono che non c’è nessuno. E’ attivo solo il servizio elettorale. Il Sindaco non è reperibile. E’ ad una riunione a Pescara.

Ore 18.00 Sono passate le 24 ore. Nessuna novità da nessuno.

Chiamo il Sindaco a casa. Non risponde. Non insisto. Non mi piace rompere le palle a casa di chiunque.

Michela ed io incominciamo a raccogliere le poche cose in giro per la casa ed a prepararci per lasciarla domani.

Due scatole e due borsoni bastano. Sarà il trasloco più facile della nostra vita. Il televisore e le due brandine con i materassi li lasciamo all’avvocato. Lo abbiamo sentito al cellulare. Gli potrebbero servire per un primo periodo.

10 Maggio    Dormito a Montesilvano 18° notte. L’ultima.

Oggi è domenica : il riposo dei giusti. Tutto tace.

Passiamo la mattinata a pulire quel poco che abbiamo sporcato. Vogliamo lasciare tutto a posto, in ordine e pulito.

Consumiamo un pranzo veloce e direi molto frugale.

Riportiamo i pochi mobili dai nonnini che ce li avevamo prestati. Li salutiamo.

Ci incontriamo con i nuovi inquilini. Lasciamo loro le chiavi . Carichiamo la macchina e si parte per La Fattoria.

Mi viene in mente la canzone che cantavano quelli del quartetto Cetra. “ Nella vecchia fattoria ia, ia, oh.” Reminiscenze.

Occupiamo la nostra stanza. E’ piccola ma carina, di stile country. C’è l’indispensabile.

Apriamo le finestre per arieggiare. Fa caldo. Rimaniamo impicciati con delle ragnatele ma d’altra parte siamo in campagna !

Il panorama è bello.

Spaziando da nord si vede il Gran Sasso ancora leggermente innevato, le vallate del Tavo e del Pescara con le loro colline verdi e costellate di case e di ulivi, un poco di mare all’orizzonte, il convento con annesso cimitero ( fa parte del pacchetto).

Intorno a noi si estende il parco del ristorante con prato all’inglese e la fontana. Si respira.

Il prato del Ristorante La Fattoria. La nostra stanza è nella casetta, in alto a sinistra.

Il prato del Ristorante La Fattoria. La nostra stanza è nella casetta, in alto a sinistra.

Sotto di noi, non insonorizzato, un enorme gazebo dove si svolgono le feste con musica e danze. (!?) Prevediamo nottate turbolente.

Parliamo con il titolare: Cristiano. E’ giovane e simpatico. Ci dà il benvenuto. Ci saluta anche la giovane e bella moglie Manuela.

Sono molto occupati. E’ in svolgimento un banchetto per una prima comunione. C’è tanta gente. Gli rubo poco tempo.

Gli chiedo a che ora si può consumare la prima colazione perché Michela alle 7 meno 10 deve prendere l’autobus e andare al lavoro.

Sgrana gli occhi. Loro vanno a dormire non prima delle 3 o le 4 della notte. Si scusa con una espressione che manifesta tutto il suo sincero rincrescimento e sembra voler quasi chiedere perdono.

Non possono prima delle 8, proprio non ce la fanno. Non c’è problema. Gli diciamo di non preoccuparsi. Vorrà dire che io farò colazione doppia!

A tal proposito mi dice che la colazione, non richiesta dal Comune, l’ha offerta lui spontaneamente e volentieri quando ha parlato al telefono con la Marsilii.

Era il minimo che potesse fare non avendo avuto disposizioni per servirci i pasti.

Ci ridiamo su . Lui per la mia richiesta di colazione doppia ed io per entrambe pensando a quello che ci disse la Marsilii.

Lo lascio lavorare.

Per cena andiamo alla nostra casetta “inferma”.

Ci si mette in giardino, romanticamente al lume delle candele antizanzare. Avevamo comprato delle fave fresche, pane e salame, una bottiglia di vino, poco altro ma più che sufficiente.

La serata è bella, Michela pure.

11 Maggio Dormito alla Fattoria. 1° notte.

Dormito male ma si sa: letti e ambienti nuovi. Rumori di compressori e aspiratori delle cappe del ristorante. Ci si abituerà.

Ore 08.00 Scendo al ristorante. Michela è già al lavoro da più di un’ora.

Cristiano mi dà il buongiorno. Mi prepara un latte macchiato e mette a tavola due calde brioches. E’ andato in paese a prenderle. Ne mangio una e l’altra la prendo per Michela. Domani ha la colazione.

Con Cristian ( lo chiamano così )parliamo della situazione che sto vivendo. Ci conosciamo un po’ meglio. Mi chiede quanto tempo resteremo da lui. A saperlo! Dipendesse da noi !

Ore 08.30 Vado al Comune : sulla porta incrocio il sig. Zaffiri, che ho saputo essere un assessore. Mi ricordo che anche lui era presente durante la prima riunione del 22 aprile. Mi era sembrata una persona onesta e non sempre d’accordo con gli altri presenti.

Mi chiede scusa di come stanno andando le cose. E’ la prima volta che una persona delle così dette Istituzioni si rivolge spontaneamente a me in questa forma. Mi ha fatto piacere. Vedremo più in là.

Sento il geom. Sigismondo. Non sa quando tutto sarà pronto in via Garibaldi ma ribadisce che appena allacciata la corrente in tre ore faranno tutto il resto.

Mi rallegra poi dicendomi che “ quella casa è vecchia, fatta male, dovevi intervenire prima del terremoto”.

Mi sento in colpa. A nulla è servito rifare il tetto, a nulla il rinforzare e rifare parte dei pavimenti, sostituire gli infissi, mettere il riscaldamento. A nulla è servito dar fondo ai risparmi di anni e sfruttare il lavoro di mia moglie essendo io disoccupato da tre anni e da altri tre o quattro aver operato come un insignificante gallinaceo Co.Co.Co. . Mi sento un cane bastonato.

Lo saluto mestamente senza controbattere e vado all’ufficio del Sindaco Massimiliano Volpone.

Il primo cittadino mi rinnova la sollecita messa in sicurezza della casa a spese mie.

Per la casa di via Garibaldi sentenzia, dopo aver sentito telefonicamente il geometra, che tutto sarà risolto entro 24 ore!!

Gli piace “questo lasso di tempo” ma intanto ne sono passate 72 dalla prima promessa !

Non ribadisco. Mi scappa da ridere. Ci vuole un po’ di umorismo all’inglese! Saluto ed esco.

Ore 09.20 Richiamo ENEL ENERGIA dal mio telefono che è l’unica cosa che funzioni in via Garibaldi 15.

La pratica è in evidenza e “ salvaguardata “! (?)

Che vorrà dire? Ci vorranno comunque ancora 2 o 3 giorni. Mi invita ad avere un po’ di pazienza. Mi sento meglio. Mi sa che le 24 ore indicate dal Sindaco non saranno ulteriormente rispettate.

Ore 09.54 Chiamo l’ingegnere Galli. Mi ribadisce che i Vigili del Fuoco asseriscono che spetta al Comune la messa in sicurezza. (Il Comune che spetta a noi etc. etc.) Gli sollecito anche la perizia giurata ed un preventivo sul costo. Richiamerà lui. Sta andando ad una riunione per il terremoto.

Ore 10.30 Chiamo la Prefettura e parlo con il sig. Sanfilippo.

Evidenzio il nulla di fatto, lo metto al corrente dei problemi finanziari e del nostro stato d’animo.

Mi invita domani in Prefettura per parlare con la dottoressa De Cesaris. Si va.

A cena siamo invitati da una amica di mia moglie, la signora Rosanna. Passeremo una serata un po’ diversa.

12 Maggio Dormito alla Fattoria. 2° notte.

Ore 09.30 Mi telefona il geometra del Comune. Mi chiede le chiavi originali di via Garibaldi che già gli ho restituito il giorno 4 maggio. Si accerta e si scusa.

Sembra che l’ENEL debba venire per vedere dove montare il contatore. Speriamo. E’ già un buon passo avanti.

Ore 10.30 Con Michela, che ha preso un permesso, andiamo in Prefettura.

Dopo averci ascoltato la dottoressa De Cesaris, viceprefetto, sollecita personalmente i vari allacci e ci dice che domani ha una riunione nella quale saranno presenti anche dei rappresentanti dell’ENEL. “Gli daremo una bella sculacciata !” Vorremmo esserci.!? Ci da anche dei nominativi che possono aiutarci nel risolvere la situazione.

Conosciamo di persona anche il sig. Sanfilippo. Ci telefonerà spesso per essere aggiornato sull’evolversi delle cose. Salutiamo ringraziando e usciamo.

Ore 12,30 Telefono all’ingegner Galli. Non è ancora riuscito ad avere i contatti giusti. Varie nuove direttive, ordinanze e decreti hanno creato confusione.

Ore 12.40 L’ACA ha allacciato l’acqua. Eppur si muove.

E’ bastato spostare una leva !! Aveva ragione Archimede da Siracusa !

Ore 15.30 Il Comune ha inviato i soliti due operai con il lavello per la cucina . Iniziano a montarlo ma vari “problemi tecnici “ rallentano i lavori.

Ore 17.30 I due operai del Comune se ne vanno e lasciano l’acqua chiusa. Torneranno domani per finire e effettuare altri piccoli lavori.

Ore 18.00 Chiama Sanfilippo. Gli confermo che i lavori vanno a rilento ma vanno. Andamento lento. Sarà la politica dei piccoli passi !?

Situazione ad oggi dopo 22 giorni dall’assegnazione della casa : SI acqua ( ma chiusa), NO corrente, NO gas.

No party!

Alla sera decidiamo di andare a mangiare una pizza giù da Cristiano. Ce la siamo meritata e pochi euro ce li possiamo permettere.

Mentre io prendo una bella, buona ed enorme pizza con le alici , a mia moglie viene la voglia dell’agnello sulle braci che le viene anche consigliato da Cristiano. Ma si, se lo merita.

E’ ottimo, abbondante e ben cucinato. Il tutto è accompagnato dal vino della casa, un discreto Montepulciano.

A fine pasto si avvicina al tavolo il sig. Gianni, suocero di Cristiano.

E’ molto simpatico. Ci offre un liquore fatto da lui : vino rosso, ciliegie e mandorle. Va servito ghiacciato e accompagnato dai cantucci, piccoli dolcetti abruzzesi alle mandorle, che vanno intinti nel liquore. Molto buono.

Chiedo il conto. Cristiano risponde con un “niente” che mi imbarazza. “Offre la casa. Stasera siete stati miei ospiti.”.

Lo ringrazio alzandomi e afferro con entrambe le mie mani la sua. Mi sento imbarazzato. Riesco solo a dire in maniera goffa “ grazie, veramente grazie.”

Salutiamo e usciamo a fare due passi lungo la strada che costeggia la campagna prima di salire in camera.

La serata è piacevole e le stelle stanno a guardare.

13 Maggio Dormito alla Fattoria. 3° notte.

Oggi ritorna Marzia la grande, nel senso che è la figlia maggiore.

Andremo a prenderla alla stazione di Pescara . Sono otto mesi che non la vediamo. E’ stata in Perù, Bolivia, in Cile, in Argentina e non so in quali altre nazioni dell’America Latina. Un po per lavoro e un poco, poco per diletto. Ha fatto esperienza ed il curriculum ci guadagna.

Ore 09.00 L’operaio del Comune viene per finire di mettere a posto il lavello. Alle 10,30 finisce.

Ore 11.00 Posiziona e attiva anche la lavatrice. Riapre l’acqua.

L’altro operaio, nel frattempo, ha creato il foro nel muro dove sarà collocata la cassetta dell’ENEL. Puliscono un poco anche il tetto che era pieno di erbacce. Levano un po’ di sporco dalla grondaia e sistemano alla meglio le molte tegole rotte.

E’ passato anche l’elettricista per fare un sopralluogo sui lavori da fare ed il materiale che serve. Dice che ripasserà domani.

E’ venuto a vedere la situazione anche il geometra Lorenzo. Per il gas ci vorrà ancora qualche giorno perché ha dovuto presentare la relazione tecnica su come è fatto l’impianto.

Se ne vanno tutti ed io corro a Pescara a prendere Michela e con lei andiamo alla stazione a ricevere Marzia che arriva puntuale.

Ore 13.00 Siamo alla Provincia. Presso l’ufficio di P.D.F. , conoscente di Marina, (la nostra figlia minore), abbiamo l’appuntamento con il dottor Di Dipietrantonio. E’ presente anche l’architetto Mancini . Dovranno fare un sopralluogo sul tratto di strada davanti a casa ed eventualmente installare un senso alternato.(?) Vedremo.

Fra le altre cose ci dicono che esiste una direttiva con la quale spettava al Sindaco mettere in sicurezza la casa ed oltre a tutto doveva provvedere anche ai pasti nel periodo nel quale non potevamo cucinare con mezzi nostri. Aggiungono che il Sindaco avrebbe dovuto fare una richiesta per avere gli aiuti dai Fondi Europei e che la scadenza per ottenerli è prossima.

Salutiamo.

Tutti sanno tutto. Siamo confusi più che mai ed a ogni asserzione sia di Pinco che di Pallino lo diventiamo ancora di più. Quelli dicono che spetta a noi fare questo e quello, quegli altri dicono che invece spetta al Comune, altri ancora che spetta ai Vigili del fuoco e così via. E noi siamo in mezzo, sballottati come la pallina nel flipper e senza chiarezza sul da farsi.

Pranziamo alla buona in via Garibaldi. Ho messo la bombola di gpl. Preferiamo parlare il meno possibile degli avvenimenti della mattinata. Ascoltiamo mia figlia che ha da dirci tante cose sulla sua esperienza in Sud America.

Nel pomeriggio non si vede nessuno.

Manca ancora gas e corrente elettrica.

14 Maggio Dormito alla Fattoria. 4° notte.

In mattinata vado al Comune con Marzia. Deve rifare la carta d’identità. Mentre lei si ferma all’anagrafe io salgo all’ufficio tecnico per parlare con l’ingegnere Di Giacomo.

Gli comunico ciò che mi hanno detto alla Provincia.

Si altera. Dichiara che non esistono i fondi europei, che con la messa in sicurezza loro non c’entrano nulla, che la gente parla a sproposito etc.

Come volevasi dimostrare.

Chiama, in mia presenza, la Provincia e parla con Di Dipietrantonio. Mi fa ascoltare.

Il funzionario della Provincia nega, nega, nega : “non li conosco. Ieri non li ho visti. Mai detto dei fondi europei.” ALLIBITO !!

Entra nell’ufficio anche mia figlia. Dato che pure lei era presente le faccio raccontare quello che ci è stato detto. Conferma la mia versione. “ A questo punto – concludo rivolgendomi all’ingegnere – vuol dire che mia figlia, mia moglie ed io siamo dei deficienti o dei cretini che sentono le voci ! “

Mi sto alterando. Chiudo la discussione. Saluto e usciamo.

A casa telefoniamo alla signora P. della Provincia.

Resta allibita anche lei che era testimone dell’incontro in Provincia.

Veniamo poi a sapere che il funzionario sta attraversando un brutto momento ed è preda di ricorrenti crisi di amnesia. !!! Provvederanno loro a richiamare l’ingegnere del Comune ed a spiegare. E noi sempre in mezzo !!!

Telefono a ing. Galli. Sollecito la perizia, messa in sicurezza etc. Si farà sentire lui. A ridanghete !

Per cena stiamo in via Garibaldi. Mia figlia Marzia, Michela ed io. Ci si arrangia.

Ad una certa ora accendiamo le candele insetticide perché non ci si vede più. Atmosfera romantica e profumata di citronella.

Oggi non si è visto né sentito nessuno per i lavori. Ancora senza gas e corrente.

Almeno c’è l’acqua.

15 Maggio Dormito alla Fattoria. 5° notte.

Stanotte c’è stata una festa fino alle due. Uno festeggiava la pensione. Canti, musica, karaoke estremo da brividi. Nervi un po’ a pezzi. Mia moglie avrà dormito si e no tre ore. Anche Marzia era contenta della nottata !!

Ore 10.00 Mi chiama una impiegata della Provincia. Mi anticipa che il giorno 20 maggio alle ore 10 ci sarà un sopralluogo per la strada. Seguirà la raccomandata.

Telefono a ing. Galli. Ha trovato una impresa. Gli riferisco del sopralluogo della Provincia. Dice che ci sarà pure lui.

Ore 10.30 Chiama il Comune. Oggi alle 14 viene un addetto ENEL e uno della Vestina Gas. Lassù qualcuno ….

Ore 14.00 Non si vede nessuno.

Ore 15,35 Arriva l’ENEL. Sono in due. Chiedo cautamente perché ci hanno messo tanto a venire. Replicano che l’ordine di allaccio glielo hanno passato due giorni fa. !?!?

Ore 18.15 Il contatore è stato posizionato e attivato. Ora deve venire l’elettricista del Comune per gli impianti interni. Domani è sabato. Vedremo…forse … ma senza luce sarà difficile.

16 Maggio Dormito alla Fattoria. 6° notte.

Anche questa notte c’è stata “ fiesta “.

Fino a mezzanotte il cuore pulsava impazzito a causa del bum, bum, bum assordante. I vetri delle finestre ed il letto ( verità) vibravano. Se fosse arrivata una scossa di terremoto non l’avremmo sentita. Dopo la mezzanotte è stato abbassato il volume. E’ finito tutto oltre le due.

Riposata, Michela va al lavoro. Io scendo alle 8 a fare colazione . Marzia dorme un po’ di più.

In compenso la colazione era ottima. Molte succulenti, grasse paste a tavola. Una me la mangio alla faccia dei trigliceridi. Parlando con Gianni, suocero del proprietario, vengo a sapere che la festa di questa notte era per un compleanno : diciotto anni. Ma sì, si diverta chi può. Del doman non c’è certezza.

A pranzo si va alla via Garibaldi.

Sorpresa ! Manca l’acqua. Vado alla fontana a prenderne un boccione da cinque litri per bere. I piatti li laveremo stasera. Telefono al numero verde dell’ACA ma l’operatrice non mi sa dire nulla di preciso.

A cena l’acqua è tornata. Meno male. Si finisce presto a causa del buio.

Nessuna nuova dal Comune nella giornata.

17 Maggio Dormito alla Fattoria. 7° notte.

Oggi è domenica. Inutile aspettarsi qualcosa da qualcuno.

Si va a casetta nostra.

Le crepe sul muro a sud ci sembrano più grandi come anche ci appare più spostata la colonna portante di mattoni, ma forse siamo noi che ingigantiamo le cose. Anche le crepe sotto la finestra sembrano enormi.

Si bagnano le piante nel giardino. Si gioca con il cane.

La strada è come prima. Nessuna manutenzione ed è passato più di un mese.

18 Maggio Dormito alla Fattoria. 8° notte.

Vado dal medico con Marzia. Pressione 160-96. Un po’ alta. Continuo con Zantipress.

Ore10.00 Vado al Comune. Il geometra Sigismondo non sapeva che l’Enel mi avesse allacciato il contatore. Telefona all’elettricista. Verrà domani mattina alle 8.

Ore 10.30 Mi richiama Lorenzo al cellulare. Spostato appuntamento a domani alle 15.

Verrà anche l’idraulico per un sopralluogo e fare la relazione per la Vestina Gas.

Alla sera arriva dal Piemonte un ospite: Matteo. E’ un “amico” piemontese di nostra figlia Marzia. Povero Matteo!

Non conosceva l’indirizzo esatto e, all’imbrunire avanzava per tutta via Garibaldi chiamando ad alta voce il nome di Marzia alla maniera degli antichi banditori !!

Si sono conosciuti in Perù. E’ venuto in Abruzzo per lavoro. Ragazzo simpatico e di compagnia. Si passa una serata diversa.

Rimane nostro ospite per alcuni giorni. Basta che si accontenti !

19 Maggio Dormito alla Fattoria. 9° notte.

Ore 15.00 L’elettricista arriva puntuale.

Ore 17.30 L’elettricista se ne va.

Ha collegato il contatore all’impianto della abitazione. Ora il frigorifero si può accendere. Anche le prese sono funzionanti. Non ha portato i portalampade. Finirà domani pomeriggio.

Per lo meno ora si possono consumare un po’ di bevande fresche e tenere dei cibi deteriorabili.

Acconcio una luce in cucina e si mangia con più calma non temendo che il sole tramonti. Alla faccia dei vampiri.

20 Maggio Dormito alla Fattoria. 10° notte.

Ore 10.30 Sopralluogo della Provincia di Pescara. ( Non mi è arrivata ancora la raccomandata !)

Sono presenti per la Provincia il geometra Mauro Di Blasio, l’arch. Mancini e il sig.Catena di Collecorvino. Per il Comune c’è il comandante della polizia urbana e l’ing. Di Giacomo dell’ufficio tecnico.

C’è da parte nostra l’ing. Galli con il rappresentante di una impresa edile: il sig. Luigi della Montedil .

Assenti (giustificati ?) i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile di Pescara, la Prefettura ai quali, ho saputo dopo, era stata comunque inviata la notifica. Non gli sarà stata consegnata la raccomandata !

Il tutto si risolve nel salvaguardare la percorribilità della provinciale nr. 13 antistante casetta nostra.

N.B. Mi viene esplicitamente detto che una volta effettuata la messa in sicurezza e dovendo, per motivi tecnici, occupare parte della sede stradale, sarà opportuno segnalare anche con semaforo e vari cartelli di pericolo il restringimento della carreggiata.

A tutto ciò, ovvero al controllo, alla manutenzione, alla segnalazione di eventuali anomalie di tutto l’apparato segnaletico posto in opera CI DEVO STARE ATTENTO IO . !!!

Chiedo umilmente, con stile fantozziano, se mi verrà assegnata anche una uniforme, la paletta ed il blocchetto delle contravvenzioni, tanto per spezzare la tensione e l’incredulità che ho dentro.

Faccio presente che lì non ci vivo più perché la casa è inagibile.

Risatine intorno. Tutti se ne vanno. Mi sento tanto Rigoletto.

Io rimango ancora a lungo solo, pensieroso ed esterrefatto. Nessuno, della Provincia, ha parlato di messa in sicurezza della pavimentazione stradale e del pericolo che questa possa franare . Funzionerà così ?!?! Non sono del mestiere !

Ore15.30 In via Garibaldi ritorna l’elettricista. Finisce il lavoro. Ora ho anche l’illuminazione. Manca solo il gas

A cena parliamo dei fatti di oggi e, udite, udite, guardiamo un poco la televisione, male perché non c’è l’antenna e si vede tutto come attraverso una fantasmagorica bufera di neve colorata ma già ci sembra un ritorno verso la quasi normalità.

Su RAI UNO parlano del terremoto e delle scosse che continuano anche se con minore intensità.

Appare il Cavaliere. SPENGO.

21 Maggio Dormito alla Fattoria. 11° notte.

Per il gas non si è visto nessuno.

Ore11.00 Mi telefona il sig. Sanfilippo, della Prefettura, per essere aggiornato.

Gli racconto tutto quello che mi è successo ieri. Parla con qualcuno e mi mette in attesa per rintracciare certi documenti.

Alla fine mi dice che : le spese per la messa in sicurezza non sono a carico nostro.

Il Decreto legge del 28 aprile 2009, nr. 39, art.1, comma 3 parla chiaro. Deve provvedere il Comune con i mezzi messi a disposizione dallo Stato e poi sarà rimborsato.

Mi invita a farlo presente al Sindaco e se ci fossero problemi, dirgli di chiamare la dottoressa De Cesaris. Lo ringrazio e saluto.

Decido di preparare ed inviare una lettera al Sindaco.

Ore19.00 Senza alcun preavviso, all’ora di cena, manca nuovamente l’acqua. Chiamo il numero verde dell’Aca e faccio la segnalazione automatica.

Ore 22.00 Richiamo l’ACA e mi risponde “Tim, il numero non è raggiungibile” !?

Ore 22.20 Richiamo: stessa risposta.

Chiamo il 113 e segnalo l’incongruenza. Provano loro e mi richiamano. Non è vero che il numero verde, come riportato sulle pagine bianche, è attivo 24 ore su 24 e non capiscono neanche loro perché risponda Tim.

Mi arrendo. Andiamo a nanna.

P.S.: oggi mi hanno consegnato la raccomandata della Provincia per il sopralluogo effettuato il 20 maggio Sul documento c’è la data del 14 maggio. Il timbro “Pescara” è del 18 maggio. Un timbro “Montesilvano” porta la data del 19 maggio.

Cari, vecchi Pony Express del Far West !

22 Maggio Dormito alla Fattoria. 12° notte.

Matteo, l’amico di Marzia, ritorna in Piemonte.

Manca ancora l’acqua e mancherà tutto il giorno. Non riesco ad avere risposte dall’ ACA.

L’idraulico non si è visto. Forse sa della mancanza dell’erogazione dell’acqua e reputa la sua presenza inutile.

23 Maggio Dormito alla Fattoria. 13° notte.

In via Garibaldi manca ancora l’acqua.

Chiamo l’ACA e mi rispondono che stanno operando ma non conoscono i tempi per la riattivazione.. Riesco a reperire una tanica da 25 litri. Vado avanti e indietro dalla fontanella.

Oggi ritorna anche Marina. Decidiamo : si va cena da Cristiano. Crepi l’avarizia.

Ci sono molti clienti ma il proprietario ci accoglie volentieri e ci offre il tavolo dove di solito mangiano quelli della loro famiglia.

Ceniamo molto bene. Le ragazze si sbizzarriscono . Io mi accontento della mia napoletana. Ci offrono anche il liquore della casa.

Gianni, il suocero, ci fa compagnia e racconta un po’ della sua vita. Il suo trascorso lavoro di autista, i viaggi e altro.

Chiediamo alla fine il conto. Cristiano ci chiede una cifra irrisoria.

Inutile dirgli che si è sbagliato. Chiude il discorso con un “va bene così”. Grazie, veramente grazie.

24 Maggio Dormito alla Fattoria. 14° notte.

Niente di nuovo sul fronte , ma è domenica. “L’esercito marciava per raggiunger la frontiera…”.

L’acqua manca sempre. Chiamo molte volte. Stanno lavorando…condutture vecchie… pazienza….

Ore 19.00 E’ tornata l’acqua. Mancava dal 21 maggio. Evviva.

25 Maggio Dormito alla Fattoria. 15° notte.

Ieri sera c’è stata musica fino a tardi. Abituati.

Ore 09.00 Il Comune ci avvisa che oggi mettono il contatore del gas e domani viene l’idraulico per il funzionamento della caldaia per l’acqua calda, i termosifoni ed altri piccoli lavori.

Ma vai !! Ma vieni !!

Ore 14.20 Il contatore del gas è installato.

In mattinata ho inviato le raccomandate al Sindaco, ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile, alla Prefettura e al dr. Bertolaso. Chiedo che sia il Comune a provvedere alla messa in sicurezza della nostra casetta facendo riferimento alle direttive del Decreto del 28 aprile.

26 Maggio Dormito alla Fattoria. 16° notte.

Tutto tace.

27 Maggio Dormito alla Fattoria. 17° notte.

Ore 07.00 Vado a Via Garibaldi. Viene l’idraulico per mettere in funzione la caldaia. Funziona! C’è qualche problemino nei termosifoni. Uno non ha la valvola di scarico !

Mi sottolinea anche che manca un foro per l’aerazione dei locali. Così l’impianto non è a norma. Dovrà sentire l’ufficio tecnico del Comune. Va bene così.

Dovrà ripassare per mettere a posto la vasca dei panni e l’autoclave e poco altro. Lo farà sabato prossimo. Capisco che Fabio, un uomo giovane di Picciano, lavora per il Comune a tempo perso.

Gli rispondo che non ci sono problemi.

Stanotte si dorme in via Garibaldi: 36 giorni dopo l’assegnazione della casa!!

Ore 15.00 Andiamo alla Fattoria a recuperare la poca roba che avevamo in stanza. Salutiamo tutti e ringraziamo per l’ospitalità e per la loro affabilità e cordialità. Ci invitano ad andarli a trovare anche solo per qualche chiacchiera o un caffè. Li ringraziamo ancora.

Andiamo alla macchina. A terra c’è una bottiglia. E’ il famoso liquore di Gianni.

28 Maggio Dormito in via Garibaldi. 1° notte.

La casa gialla. Il nostro nuovo tetto.

La casa gialla. Il nostro nuovo tetto.

Abbiamo riposato poco. Rumori nuovi e sconosciuti. Normale. E poi i piccioni. Tanti piccioni. Dio, quanti piccioni!

Le scale sono sempre tappezzate con i loro escrementi.

A nulla serve tentare di cacciarli con urla, battendo le mani o brandendo una scopa. Hanno fatto i loro nidi nella casa accanto. Non essendoci il tetto e crollati parte dei solai, ci si trovano molto bene. Non possiamo stendere i panni sul terrazzino perché preso di mira. Non possiamo mettere due piante sulle scale perché diventerebbero tutte tipo clima natalizio, solo che al posto della neve…..

Laviamo, laviamo e loro imperterriti sporcano, quasi per dispetto.

Ore 09.00 Ho la visita endocrinologa a Pescara. La tiroide dà i numeri ma non solo quella. Già che c’erano sono intervenuti con una aspirazione eco-assistita. Devo fare anche delle analisi a Medicina Nucleare. Il 13 luglio avrò la visita di controllo.

L’ing. Galli ci dà appuntamento presso il suo studio mercoledì 3 giugno. C’è il ponte della festa della Repubblica. !

29 Maggio Dormito in via Garibaldi. 2° notte.

E’ andata un po’ meglio.

Nessuna novità.

30 Maggio Dormito in via Garibaldi. 3° notte.

Sono ritornate , firmate, le ricevute delle raccomandate a.r.., tutte meno quella del Comune di Collecorvino. Tanto vicina e tanto lontana appari!

Ore 16.15 Ritorna Fabio, l’idraulico. Lo aspettavo in mattinata.

Sistema la lavatrice e l’autoclave. Per la vasca dei panni deve ritornare. Ha fatto due fori al muro che si è rivelato costruito con foratini.

E’ passato da parte a parte! Non può mettere i ferri reggi-vasca. Sarebbe pericoloso. Ripasserà. Esce alle 19.30 .

Oggi c’è anche Marina. La famiglia è nuovamente riunita.

31 Maggio Dormito in via Garibaldi. 4° notte.

Oggi è domenica. La passiamo tutti insieme. Parliamo, discutiamo. Oggi ancora non sappiamo nulla sul nostro futuro di terremotati.

Il Sindaco ci disse in aprile che ci avrebbe seguito passo, passo e aggiornato sul da farsi. Mai sentito.

Più di una persona, (parlo di professionisti), mi ha ripetuto che sarebbe meglio buttare giù la casa e rifarla. Costerebbe meno. Non si può. Deve ridiventare com’era!

continua…

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